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Prefazione
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MOSTRA FLORA NELLA FILATELIA
PREFAZIONE
Negli anni successivi all’inaugurazione del Museo
i settori che avevamo inizialmente immaginato e poi allestito, si sono
accresciuti. Questo sia per la consapevolezza di dover raccontare altri
momenti della vita rurale o antichi mestieri artigianali, sia grazie
alle donazioni di generosi appassionati.
Fra queste ci sono arrivati timbri, documenti, materiale di cancelleria,
bilancini, sigilli e molto altro appartenuti ad un i.r. ufficiale
postale, con tanto di berretto originale e tasto telegrafico. Così
abbiamo allestito un piccolo settore, con la scrivania dell’ufficio
postale, la bascula trapezoidale per pesare i pacchi, l’armadio a
piccole scansie dove venivano suddivise lettere e cartoline in partenza
e in arrivo.
Inoltre, nella ricorrenza dei cinque secoli di gestione del servizio
postale da parte dei Taxis, famiglia di mia moglie, ero stato a visitare
una mostra sul tema che mi ha stimolato ad arricchire ulteriormente il
settore. Così ho collocato nella vetrina due corni originali in ottone
che venivano usati principalmente dai corrieri e dalle diligenze
postali, per segnalare il loro arrivo e la loro partenza, oppure dai
postiglioni, specialmente durante il Settecento e l’Ottocento.
Pochi sanno che il termine “taxi” riferito alla vettura detta anche
“tassametro”, deriva dal cognome Taxis, perchè alla fine del XVIII
secolo la famiglia, che gestiva migliaia di carrozze e cavalli con cui
distribuiva la posta, diversificò il suo business, utilizzandole anche
per il trasposto passeggeri.
Anche l’espressione Taxe pergue (in italiano “Tassa riscossa”) che
indicava che l’affrancazione era stata pagata dal mittente direttamente
all’ufficio postale, deriverebbe dal cognome Taxis.
Perciò ho accolto con favore la proposta del nostro direttore di
allestire una preziosa mostra filatelica sulla flora, con collezioni
della sua famiglia, e una sull’evoluzione del sistema postale da fine
Settecento alla Prima Guerra Mondiale, con lettere e cartoline da tutto
il mondo.
Il presidente
Avv. Michele Formentini
Introduzione
“LA FLORA NELLA FILATELIA MONDIALE DEL’900” E
“L’EVOLUZIONE DEL SISTEMA POSTALE”
Queste mostre hanno radici profonde e storie singolari che val la pena
di raccontare.
Nel 1906 il mio bisnonno Antonio Kosmazh (1886-1964), allora ventenne,
fu invitato dallo zio Rodolfo Frank, i. r. ufficiale postale, ad una
festa per dipendenti delle Poste di Trieste, dove incontrò Angelica
(Lina) Stefania Biasoni, allora quindicenne, che accompagnava lo zio
Raimondo Prelessnig, anch'egli ufficiale presso la sezione Telegrafi. Fu
un colpo di fulmine: un autentico amore a prima vista!
Iniziarono a scriversi quasi quotidianamente fino a quando, nel 1912 si
sposarono. Conserviamo gran parte della loro corrispondenza. Intanto
Antonio si iscrisse al Circolo Filatelico Triestino iniziando a
raccogliere francobolli.
Una passione che continuerà anche dopo la Grande Guerra, condividendola
con il cugino più giovane, l’architetto Paolo Kosmazh (1899-1982). Nel
1922 il mondo filatelico italiano scelse proprio Trieste per il suo IX
Congresso annuale. Non fu una scelta casuale: la città era diventata
italiana da appena quattro anni e ospitare lì il congresso aveva un
forte significato patriottico. L’organizzazione fu affidata proprio al
Circolo Filatelico Triestino e al suo presidente Luigi Farcich, che
ottenne dalle Poste l’emissione di una serie commemorativa.
Anche il figlio di Lina e di Antonio (che nel 1928 aveva italianizzato
il cognome in Cosma), Duilio (1913-1998) proseguì a collezionare
francobolli.
Se il padre si era limitato a raccogliere francobolli e cartoline, anche
in virtù del lavoro nella Casa di Navigazione “Francesco Rismondo” e poi
nella Croce Rossa Internazionale, nonché grazie all’appartenenza al
Circolo Esperantista e alla Lega Nazionale, il figlio allargherà il
raggio di azione. In qualità di agronomo, Duilio Cosma - mio nonno -
girò l’Italia come ispettore del Corpo Forestale, poi tornò a Trieste e
fu consulente ministeriale per il governo romeno, partecipò a decine di
mostre e congressi, sia in tema floreale che forestale, in Germania,
Austria, Gran Bretagna, Olanda, Francia, Montecarlo, Malta, tenendo per
anni lezioni in Jugoslavia con l’Università Popolare di Trieste.
Tutte occasioni che gli permisero di intrattenere rapporti con
appassionati filatelisti di tutta Europa e scambiare francobolli,
cartoline del giorno di prima emissione con annulli filatelici e
realizzare nel capoluogo giuliano l’Intesa Filatelica, facendo cosi
collaborare i due circoli storici della città. Allestì esposizioni e
concorsi a Trieste, nel circolo dei dipendenti comunali (Arac), con
cartoline celebrative e annulli filatelici, creando anche una sezione
filatelica all’interno della Mostra del Fiore di cui fu per anni
direttore tecnico. Partecipò in Italia e all’estero con sue collezioni e
mostre a tema, mietendo premi ovunque. Un’attività che gli valse
l’ingresso nel Ruolo dei Veterani della Filatelia Italiana, al pari del
citato cugino del padre, Paolo Kosmazh.
Oggi a conservare le preziose collezioni siamo mio padre Sergio e io.
In questa mostra spiccano le collezioni tematiche, sulla flora, sulle
specie arboree e sul sottobosco, che
raccolgono francobolli e cartoline di Stati europei soprattutto dell’Est
(Romania, Polonia, Ungheria, Albania, DDR, Cecoslovacchia) oltre ad
alcuni svizzeri, olandesi ecc. e rare affrancature orientali (malesi,
afgane, vietnamite ecc.) arricchite da depliant di manifestazioni
florovivaistiche europee e da due libri di Duilio Cosma: uno sulla
Aerofotogrammetria forestale, l’altro un manuale di Giardinaggio.
Coltivando la sua passione aveva anche approfondito la parte
prefilatelica, ovvero le missive spedite prima della nascita del
francobollo: al 1840, infatti, risale il primo francobollo, nel 1850
viene introdotto in Austria e nel Lombardo Veneto e nel 1851 fu la volta
del Regno di Sardegna.
Nel 1489 Massimiliano d’Asburgo aveva affidato ai Tasso/Taxis le poste,
con concessioni rinnovate nel 1501,1505 e 1516.
Nel ’6oo furono introdotti i timbri postali. In Europa la famiglia che
continuava a detenere il maggior potere in ambito postale fu proprio la
dinastia dei Taxis e dei Thurn und Taxis (Torre e Tasso), indiscussa e
fedele monopolista dal 1595 per conto dei territori mitteleuropei .
facenti parte del Sacro Romano Impero fino al 1867, anno in cui la
rinunciarono ai diritti postali derivanti dal secolare monopolio.
Fu, infatti, a partire dal XIX secolo che si assistette al graduale
processo di acquisizione dei servizi postali esistenti da parte dei
singoli Stati, trasformandoli quindi in un monopolio pubblico statale
con una propria identità ben definita, a cui abbiamo dedicato un piccolo
settore nel Museo, ricostruendo l’Ufficio postale austro-ungarico.
In questo ambito si inserisce la preziosa corrispondenza che dal 1789 al
1824 intercorse fra i Granduchi di Toscana e Angelo Meucci, medico
fiorentino mandato a combattere la peste a Jassi, in territorio Ottomano
(oggi Iasi in Romania), di cui Duilio Cosma venne in possesso - grazie
allo zio Roberto de Anastagi - negli anni passati all’Istituto
Geografico Militare di Firenze, probabilmente nel 1948, quando conseguì
all’Ateneo fiorentino la seconda laurea.
E' stata esposta soltanto una parte, quella più significativa che
racconta di come la corrispondenza, nei periodi di pestilenza, fosse
soggetta a lunghi ritardi dovuti alla “quarantena” alla quale era
sottoposto qualsiasi materiale proveniente dai luoghi colpiti dalla
peste. Inoltre, nell’Impero Ottomano la tassa dovuta per l’invio della
corrispondenza era a libera contrattazione ed era sottoposta a censura.
Timbri a secco confermano il passaggio della stessa ai vari corrieri
postali. La posta seguiva il percorso Jassi - Vienna - Leopoli -
Czernowitz - Firenze, con deviazione a Livorno per l’eventuale
quarantena.
Altre lettere prefilateliche della prima metà dell’Ottocento sono
dirette a Comuni del Friuli, a sacerdoti e a personaggi come il conte
Francesco di Toppo, i triestini Carlo d’Ottavio Fontana e Giovanni
Carciotti.
Sono esposti anche periodici filatelici dagli Anni Venti agli Anni
Settanta, lettere con i primi timbri e poi con i primi francobolli
dell’Ottocento provenienti da tutto il mondo. Inoltre ci sono decine di
cartoline, inventate proprio in Austria nel 1869, la cui spedizione
costava meno di quella di una lettera. Il successo di tale operazione
portò a una rapida diffusione di questa alternativa alla lettera
postale, tanto da indurre quasi tutti i Paesi europei a replicare
l’iniziativa. In una bacheca ce ne sono diverse, di fine ’8oo,
provenienti da Russia, Malta, Egitto, Singapore, Regno Unito, Ceylon,
Stati Uniti, Francia, Hong Kong ecc.
Grazie alle cartoline c’è un focus sulla Grande Guerra: quelle che il
mio bisnonno Antonio Kosmazh, sottufficiale nella Sanità
austro-ungarica, prima dalla Galizia e poi da altri fronti di guerra, si
scambiò con la moglie Lina sfollata con i figlioletti da Trieste a
Voitsberg (Stiria), altre con i fratelli e persino una ricevuta dalla
nonna materna Carla Gerzabek nata Della Bona (nipote dello storico
goriziano Gius. Domenico Della Bona), che si informava sulla salute dei
nipoti che rischiavano la vita in trincea.
Infine, in una bacheca sono visibili lettere e cartoline che l’altro mio
bisnonno Adolfo Ajola (1891-1944), nato a Trapani ma residente a Roma,
ufficiale postale del Regio Esercito italiano sul fronte dell’Isonzo, si
scriveva con la fidanzata e poi moglie, la romana Ines Zambelli, dal
maggio 1915 a fine 1918: la figlia Nella Ajola sposerà nel 1941 Duilio
Cosma, che da bravo filatelico conserverà la corrispondenza del suocero,
Funzionario di 1a classe proprio al Ministero delle Poste e dei
Telegrafi a Roma, dove il fratello più grande Mario Ajola era direttore
della ragioneria del Ministero.
In alto, Adolfo Ajola (il primo a sinistra) seduto su un automezzo della
Regia Posta militare italiana, fronte dell’Isonzo, 1917. In basso, il
dott. Duilio Cosma (a destra) riceve un diploma ad una mostra filatelica
floreale, 3 novembre 1966.
Diverse generazioni, insomma, legate al sistema postale e al
collezionismo!
Il direttore
Stefano Cosma
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